La nostra avventura comincia da Ponte San Pietro, comune della bergamasca sulle sponde del fiume Brembo. È da qui che tra poco partiremo con l’obiettivo di visitare l’intero mondo, noi due e i nostri due amici pelosi. Ma andiamo con ordine.
Io sono Giulia, ho 24 anni e vivo da sempre in questa zona, dove lavoro come barista. Sono praticamente nata su di un banco: mio padre è un ambulante ed io ho iniziato molto presto a lavorare con lui. A 17 anni è arrivata la prima svolta, quando ho iniziato a fare la barista nel locale di una stazione di servizio a Dalmine. Non immaginavo l’importanza di quel giorno.
Mi sono innamorata prestissimo del lavoro di barista. E di Riccardo, che non solo era il mio capo, ma anche il tipo di ragazzo che avevo sempre sognato: moro, con degli splendidi occhi azzurri, bello e anche simpatico.. non potevo restare indifferente!”
In men che non si dica è iniziato il nuovo capitolo della mia vita: un capitolo a due, vissuto all’insegna del lavoro e dei viaggi.
Non avevo visitato molti posti prima di allora, ma con Riccardo ho scoperto la mia passione per l’esplorazione. Dopo 5 mesi insieme siamo partiti con destinazione Tenerife – Gran Canaria. Abbiamo subito capito quanto entrambi amiamo girare il mondo. Ed è così che Riccardo ha un’idea:
Facciamo un viaggio zaino in spalla”.
Detto fatto, l’anno seguente partiamo per IL viaggio, la vacanza più bella della nostra vita: Filippine on the road!
Per quanto complesso – bettole, ostelli, trasporti pubblici, clima tropicale e imprevisti di ogni genere richiedono parecchio spirito di adattamento – è una folgorazione: entrambi ci innamoriamo di questo il modo di muoversi e della LIBERTÀ che regala. Nel corso dei quattro anni successivi visitiamo, sempre zaino in spalla, luoghi distanti come Sri Lanka, Maldive, USA, Islanda, ma anche vicini come Croazia, Toscana e Corsica.


"Vorrei prendere e andarmene da qui, dai soliti posti. Non voglio vivere chiuso tra queste piccole mura, percorrere sempre le stesse strade, incontrare sempre le stesse persone, senza vedere altro.. Ogni giorno casa-lavoro, lavoro-casa. Per cosa? Per stressarmi per le cose da fare e da pagare, con persone poco vere intorno.. NO. I posti del mondo sono bellissimi e voglio viverli TUTTI"
Un sogno in cui forse non ero ancora inclusa, ma che si insinua anche nei miei pensieri e che non abbandona più nessuno di noi, anche se per tre anni non ne parliamo più.
Nel mentre, decidiamo che vogliamo fare qualcosa da soli, quindi ci stacchiamo dalla stazione di servizio (e dalla famiglia di Ricky, che la gestisce) per aprire un nostro bar proprio in quel centro sportivo che già da tempo ci aveva colpito per il suo grande potenziale. Si avvera così un mio sogno e nasce il nostro 24+1 FOOD AND DRINK.
Inizia dunque un anno e mezzo pieno di nuove responsabilità: tante cose da fare senza mai fermarsi un attimo e (fortunatamente) molto lavoro. Infinite giornate durante cui si vedeva casa solo per dormire e fare una doccia volante, poi via, di nuovo al lavoro. A farne le spese in termini di tempo (e non solo) era anche la nostra relazione, che ormai era solo e sempre sul posto di lavoro; anche volendoci ritagliare del tempo, nelle nostre teste il pensiero era sempre fisso su quel bar, IL NOSTRO BAR .
E’ stato letteralmente un anno casa-lavoro/lavoro-casa (non le canoniche 8 ore, ma anche il doppio) senza pensare ad altro. Un lavoro impegnativo, certo, ma al tempo stesso per me stupendo: abituata fin da piccola a attività simili, a non fermarmi mai per tante ore, non capivo quanto questo stava stressando me e quanto stava stretto a Ricky.
L’abbiamo voluto fare insieme, ci abbiamo provato e sicuramente – per come è andata la nostra esperienza in quel bar che tanto sognavo – ci siamo riusciti, ma serviva uno stop totale per capire che così non poteva andare avanti. Probabilmente ci saremmo fatti solo del male. Quel sogno nel cassetto diventava via via impossibile da realizzare, era arrivato il momento di abbandonare tutte le paure e raccogliere il coraggio che ci voleva per buttarsi.
Arriva la pandemia di coronavirus, con tutte le sue conseguenze. Il periodo di quarantena ci offre l’occasione per ritagliarci del tempo per noi e riflettere. È così che Riccardo mi confessa di essere stanco del bar – l’ha fatto per me, ma non è ciò che più gli piace, vorrebbe fare altro – e di avere il timore che anche a livello economico la ripresa dopo più di tre mesi di fermo sia tutt’altro che facile e scontata. Per questo vorrebbe lasciare l’attività entro la primavera. BASTA.
Io sono più riflessiva di Riccardo – ed infatti aspetto una settimana prima di fare a Ricky una proposta. Ma una voce dentro di me continua a ripetermi sempre la stessa cosa e tutto quello che succede mi sembra quasi un segnale. È ORA. E allora decido di ascoltarla e prendere in mano la situazione.
Facciamolo ora. A me spiace immensamente lasciare il bar, ma sono convinta che sia arrivato il momento. Adesso. Parti. PARTIAMO insieme per realizzare il nostro sogno.”
Sembra una pazzia, ed in fondo ci vuole un pizzico di pazzia per farlo. Ma non siamo illusi: sappiamo che i primi mesi non saranno facili – e probabilmente nemmeno i successivi. Qualcuno penserà che siamo in giro a fare i vagabondi e gli sfaticati, ma non è così. Entrambi siamo stati abituati a lavorare fin da molto giovani e non ci siamo mai tirati indietro; a dirla tutta non escludiamo che un giorno decideremo di metterci anche a fare qualche lavoretto, in qualche Paese lontano o vicino. Perché no? Ma non è questo il punto.
Abbiamo scelto di non farci limitare da quello che la gente penserà della nostra scelta. Sentiamo che il modo di vivere che la società attorno a noi considera “normale” non è in realtà quello che ci appartiene. La vita che ci viene chiesto di fare non è quella che desideriamo e, dato che la vita è la nostra, vogliamo decidere noi come viverla.
Non vediamo l’ora di conoscere il mondo, lavorare su noi stessi e ampliare le nostre menti. Insomma, di VIVERE LIBERI PER DAVVERO, seguendo le nostre aspirazioni anziché i clichè della società in cui siamo nati.

Decidere di partire ci ha subito rivitalizzati, caricati di adrenalina e uniti ancor più di prima. Siamo in pieno fermento, alle prese con l’acquisto di quanto ci servirà, come il nostro camper. Tra pochissimo inizieremo anche le pratiche per la vendita del nostro bar, poi saremo davvero pronti per la nostra avventura. PARTENZA!





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